La Valle del Tempo

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Calendario Civile. Libelli

Se, e ne siamo convinti, noi siamo ciò che ricordiamo e la memoria è altresì un fattore produttivo di futuro, allora sentiamo di essere ancora più coinvolti in ogni operazione finalizzata a valorizzarla. Quando fu istituita la “giornata della memoria”, quasi venti

anni fa, diffuso era il bisogno di avere e dunque di promuovere un “calendario civile” nelle sue varie forme e accezioni dall’ineguagliabile valore etico-politico. Soprattutto, rilevando, al tempo stesso, come e quanto la memoria riguardi il presente e il futuro, prima e più che il passato; nonché come e quanto la memoria entri nel novero dei diritti e nella sfera dei “beni comuni”. Ciò in particolare avendo ben chiaro l’imprescindibile significato e valore che ha la

trasmissione della memoria da una generazione all’altra, fino a pervenire alle orecchie, agli occhi e al cuore dei giovani e dei giovanissimi.

Difendere e promuovere la memoria rappresentano così un dovere morale, non solo per evitare pericolosi «oblii» e per risarcire chi è stato vittima, ma soprattutto per dare speranza alle future generazioni e per riconoscere a tutti il diritto a conservare la propria identità

senza subire alcun tipo di discriminazione. Ricordare e il tentare di trasmettere agli altri ciò che si ricorda sono dunque due tra le operazioni essenziali che compie l’intelletto umano, che tende ad avvicinarle fino a fonderle.

Di qui l’idea e quindi l’avvio di una apposita collana della nostra “Valle del Tempo”, in grado di fungere da stimolo e aiuto alla crescita di coscienza e conoscenza (il che, poi, è quanto più in generale si propone la Casa Editrice).

Difendere e promuovere la memoria rappresentano un dovere morale, non solo per evitare pericolosi «oblii» e per risarcire chi è stato vittima, ma soprattutto per dare speranza alle future generazioni e per riconoscere a tutti il diritto a conservare la propria identità senza subire alcun tipo di discriminazione.