Nell’immaginario collettivo Napoli è anzitutto Gomorra, “città di plebe” e capitale di un Mezzogiorno in cui il tempo non passa, la coscienza di classe non nasce e il confine tra malavita organizzata e arretratezza culturale e civile sembra inesistente. Da questo saggio emerge una realtà profondamente diversa.
Il volume focalizza l’attenzione sulla politica internazionale del Regno di Napoli tra Sette e Ottocento.
Le antiche invasioni, gli scontri e gli incontri verificatisi in passato ci accompagnino nell’accoglienza piuttosto che nel respingimento e nello scontro, sapendo che la crescita del nostro territorio e di tutta Europa dipende anche da questi movimenti di popoli, alla ricerca di un bene migliore.
Una navigazione nella storia, un viaggio sulla cresta delle sue onde nel tentativo di rinvenire la sua multiforme profondità.